Premio Città di Roma edizione 2017


349x251-ConiOggi Padre Laurent Mazas, direttore esecutivo del “Cortile dei Gentili” farà il discorso di apertura della Cerimonia di consegna della terza edizione del “Premio Città di Roma” organizzata da O.P.E.S. 

Il “Premio Città di Roma”, anche in questa sua terza edizione, sarà consegnato a due persone di cittadinanza romana, un uomo e una donna, che abbiano saputo ben conciliare i loro impegni professionali e sociali con l’attività sportiva, dimostrando come lo Sport possa ed anzi debba essere una parte irrinunciabile della nostra vita. Per l’edizione 2017, O.P.E.S. al termine di un’attenta selezione da parte della Giunta Nazionale, ha deciso di premiare, per i motivi sopra elencati, il calciatore della A.S. Roma Alessandro Florenzi e la campionessa di arrampicata Laura Rogora.

«Ho scoperto con gioia il Premio Città di Roma, un premio che si rivolge a chi ha dimostrato significative capacità e meriti sportivi, uniti ad aspetti sociali ed umani. Distinguersi in termini di qualità rappresenta un dono che va condiviso, perché tutti possano trarre benefici dai successi altrui. Mettere al servizio della Città di Roma – della Capitale d’Italia – tale dono, fornisce simbolicamente un senso di appartenenza a chi si è reso meritevole di ricevere tale riconoscimento.

La mia gratitudine e il mio apprezzamento vanno in particolar modo alla rappresentanza dell’Ente di Promozione Sportiva O.P.E.S., a tutti i suoi esponenti ed in particolare al Presidente Nazionale Marco Perissa ed al Segretario Generale Juri Morico, che mi hanno voluto avere qui oggi, tra di voi.

A loro va il mio ringraziamento personale nella veste di rappresentante e portavoce del Consiglio Pontificio per la Cultura presso il Vaticano, e mi faccio portavoce anche del Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del nostro Dicastero, che mi ha pregato di rivolgere il saluto tutti e, particolarmente, al caro dott. Giovanni Malagò, Presidente del CONI.

Il Pontificio Consiglio della Cultura si interessa dello sport perché è uno dei fenomeni più importanti della nostra cultura. Ogni settimana mobilita centinaia di migliaia di persone. Il mercato dello sport muove cifre da capogiro, ed è capace anche di scatenare le passioni più forti. Fa sognare milioni di persone e riesce a far tacere le armi quando c’è una gran finale. È fattore di aggregazione sociale, ma anche espressione di tifo violento e razzismo. Questo fenomeno, così rilevante nella vita degli uomini, merita di essere studiato, analizzato, compreso, e valorizzato. Papa Francesco lo affermava in occasione della Conferenza Internazionale promossa dal nostro Dicastero Vaticano su “Sport e Fede”, davanti ad illustri esponenti del mondo dello sport venuti in Vaticano per manifestare, come suggeriva il titolo della Conferenza, il “prezioso servizio che lo sport rende all’umanità”:

“Lo sport è un’attività umana di grande valore, capace di arricchire la vita delle persone, di cui possono fruire e gioire uomini e donne di ogni nazione, etnia e appartenenza religiosa… Il motto olimpico “altius, citius, fortius” è un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato. Quando vediamo gli atleti tendere al massimo delle proprie capacità, lo sport ci entusiasma, ci meraviglia, ci fa sentire quasi orgogliosi. C’è una grande bellezza nell’armonia di certi movimenti, come pure nella forza o nel gioco di squadra. Quando è così, lo sport trascende il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero. E questi momenti sono accompagnati da grande gioia e soddisfazione, che tutti possiamo condividere, pur non avendo gareggiato.”

L’ideazione della manifestazione odierna, che ricade nella giornata del Natale di Roma, mette in risalto i valori dello Sport e il suo profondo messaggio educativo.

E quindi rivolgo le mie felicitazioni ai vincitori di quest’anno: Laura Rogora ed Alessandro Florenzi! Laura una giovane ragazza, già campionessa di Arrampicata Sportiva ed un grande Calciatore della Nazionale Italiana. Due esempi di forza e tenacia in due mondi così diversi ma non così lontani. Infatti, quello che vorrei evidenziare è come lo Sport – indipendentemente dalla disciplina praticata – sia in grado di unire la collettività e di muovere persone e idee.

Lo Sport segna la nostra epoca e deve essere il riflesso di una società pulita, che si ispira a valori chiari e condivisibili. Mi permetto di enunciare questi sei valori che costituiscono la Carta Magna dello Sport che noi, cerchiamo di promuovere.

COMPASSIONE

Usa l’energia dello Sport per aiutare il prossimo

Condividi i benefici dello Sport per aiutare a sviluppare il potenziale

dei bisognosi e degli svantaggiati.

RISPETTO

Costruisci, attraverso lo Sport, rapporti di fiducia e comprensione

Rispetta il tuo avversario.

Attraverso lo Sport puoi capire meglio l’altro e la sua cultura.

Condanna ogni forma di violenza nello Sport, dentro o fuori il campo da gioco.

AMORE

Lo Sport è per tutti

Cerca sempre di sostenere chiunque pratichi Sport.

Fa’ il possibile per permettergli di competere alla pari degli altri.

ISPIRAZIONE

Lo Sport ha il potere di cambiare la vita e temprare i caratteri

Impara a gioire misuratamente della vittoria e a cogliere il positivo dalla sconfitta. Applica i valori dello Sport per dare il meglio nella vita.

EQUILIBRIO

L’energia dello Sport stimola a dare il massimo di te stesso

Pratica lo Sport con la consapevolezza che possa darti una carica genuina a livello fisico, mentale, emotivo e spirituale.

In qualunque momento della tua vita, gioca per divertirti, per preservare la tua salute e coltivare le amicizie.

GIOIA

Lo Sport è prima di tutto fonte di gioia

Quindi, divertiti! Ricordati che c’è molto di più nello sport della vittoria,

ma cerca di dare il massimo durante una competizione, sempre.

A voi tutti, rappresentanti delle Istituzioni Sportive e a voi che quotidianamente scendete in campo per attuare i progetti delle vostre vite e carriere, auguro di continuare a portare in alto il nome della città di Roma e di diffondere questi grandi valori presso tutte le popolazioni dal Centro alle periferie».

Padre Laurent Mazas

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