Una pena aperta alla speranza: le parole di Papa Francesco


349x251-papa-francescoIl prossimo 16 novembre, presso Montecitorio – la nuova aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, ore 10 – si terrà un nuovo “Cortile dei Gentili” che vedrà illustri personalità, tra le quali il Card. Gianfranco Ravasi, l’ On. Mario Marazziti e il Sen. Luigi Manconi, dialogare sul tema “Pena e Speranza – Carceri, riabilitazione, esecuzione della pena, riforme possibili”.

In attesa dell’evento vi proponiamo alcuni passi chiave dell’Omelia e dell’Angelus, tenute dal Santo Padre il 6 novembre, nell’ambito del Giubileo Straordinario della Misericordia, Giubileo dei Carcerati.

Omelia:

Il messaggio che la Parola di Dio oggi vuole comunicarci è certamente quello della speranza, di quella speranza che non delude.

La speranza è dono di Dio. Dobbiamo chiederla. Essa è posta nel più profondo del cuore di ogni persona perché possa rischiarare con la sua luce il presente. Non esiste luogo nel nostro cuore che non possa essere raggiunto dall’amore di Dio. Dove c’è una persona che ha sbagliato, là si fa ancora più presente la misericordia del Padre, per suscitare pentimento, perdono, riconciliazione, pace.

Oggi celebriamo il Giubileo della Misericordia per voi e con voi, fratelli e sorelle carcerati. Ed è con questa espressione dell’amore di Dio, la misericordia, che sentiamo il bisogno di confrontarci. Certo, il mancato rispetto della legge ha meritato la condanna; e la privazione della libertà è la forma più pesante della pena che si sconta, perché tocca la persona nel suo nucleo più intimo. Eppure, la speranza non può venire meno. Una cosa, infatti, è ciò che meritiamo per il male compiuto; altra cosa, invece, è il “respiro” della speranza, che non può essere soffocato da niente e da nessuno. Il nostro cuore sempre spera il bene; ne siamo debitori alla misericordia con la quale Dio ci viene incontro senza mai abbandonarci (cfr Agostino, Sermo 254, 1)”.

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Angelus:

“Cari fratelli e sorelle, in occasione dell’odierno Giubileo dei carcerati, vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. Inoltre, desidero ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società”.

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